Il metodo Systemless Root per Android Marshmallow

Il metodo Systemless Root per Android Marshmallow

Ottenere i permessi di root sui dispositivi Android non è un concetto nuovo, infatti su questo blog ne abbiamo parlato spesso, anche in questo articolo per spiegare come ottenere i permessi di root senza pc. Di recente, con l’uscita di Android Marshmallow ed il nuovo Android N, le cose sono cambiate. Con queste nuove versioni di Android è necessario utilizzare un nuovo metodo per ottenere i permessi di root, denominato “Systemless Root“. In un primo momento il nuovo metodo può generare un po’ di confusione, e noi qui vogliamo contribuire a rendere più chiaro questo procedimento, perché in ultima analisi, è il metodo migliore per accedere alla root di un telefono Android.

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Che cosa sono esattamente i permessi di Root “Systemless”?

Prima di entrare nel merito di quello che è “systemless Root”, probabilmente è meglio che prima parliamo di come “normalmente” funziona la root su Android e ciò che è necessario per ottenere tali permessi.

Prima di tutto, il processo chiamato “SU“, che gestisce le richieste di accesso alla root, deve essere eseguito all’avvio e deve essere fatto con autorizzazioni tali da poter svolgere in modo efficace i compiti richiesti. Questo è stato tradizionalmente fatto modificando i file presenti nella partizione /system di Android. Ma al rilascio di Android Lollipop, non è stato trovato subito un modo per avviare il daemon “SU” all’avvio, quindi è stata usata un’immagine di avvio modificata che integrasse tale processo. Da questo problema è nata la necessità di introdurre un procedimento di root “systemless”, chiamato così perché non modifica alcun file nella partizione /system.

Un modo per ottenere i permessi di root in modo tradizionale su Lollipop è stato poi trovato, e questo ha rallentato momentaneamente lo sviluppo del nuovo metodo “Systemless Root”.

Con l’introduzione di Marshmallow, tuttavia, Google ha rafforzato la sicurezza così come aveva fatto quando era uscito Lollipop, essenzialmente rendendo impossibile la modifica della partizione /system. Si è ripreso per questo motivo a lavorare sul metodo systemless, ed ora è il metodo predefinito per ottenere l’accesso ai permessi di root sui cellulari con sistema operativo Marshmallow. Vale anche la pena ricordare che questo metodo è valido anche per Android N, così come per i dispositivi Samsung che eseguono Android 5.1 (o più recente).

Quali sono i vantaggi (e svantaggi) del Systemless Root?

Come con qualsiasi cosa, ci sono vantaggi e svantaggi nell’eseguire tale metodo per ottenere i permessi di root. Lo svantaggio principale è che non funziona sui dispositivi con il bootloader bloccato di default – ci sono alcune soluzioni alternative, ma sono molto specifiche per ogni dispositivo. In altre parole, se non vi è alcuna soluzione per sbloccare il bootloader sul dispositivo, non c’è praticamente alcuna possibilità per ottenere i permessi di root.

A parte questo, il metodo systemless è generalmente migliore rispetto agli altri. Ad esempio, è molto più facile poter installare gli aggiornamenti over-the-air (OTA) ufficiali rilasciati dagli sviluppatori quando si hanno i permessi di root con questo metodo, soprattutto quando si utilizza un tool come FlashFire. FlashFire può flashare firmware stock ed ottenere i permessi di root durante il flashing, così come durante l’installazione degli aggiornamenti OTA. In sostanza, se devi ottenere i permessi di root di un dispositivo Android, FlashFire è un ottimo strumento per ottenerli. Attualmente è ancora in fase beta, ma lo sviluppo è a buon punto.

Il metodo systemless per ottenere i permessi di root è anche molto più pulito rispetto agli altri procedimenti, dal momento che non aggiunge o modifica alcun file nella partizione /system. Ciò significa che è anche molto più facile eseguire l’unroot del telefono. Non è nemmeno necessario effettuare un reset di fabbrica.

Naturalmente, quest’ultima parte è una lama a doppio taglio, in quanto alcuni utenti preferiscono rimanere con i permessi di root anche dopo il ripristino di fabbrica del proprio dispositivo, ma la buona notizia è che basta flashare nuovamente il file SuperSU appropriato per riguadagnare l’accesso alla root.

Quindi qual è il metodo migliore da utilizzare?

rootQuando devi flashare SuperSU devi decidere quale metodo di root è meglio per il tuo telefono, e agire di conseguenza. Se sul telefono è in esecuzione Lollipop o versioni più vecchie, è molto probabile che devi utilizzare il vecchio metodo che agisce sulla partizione /system. Se è in esecuzione Marshmallow o una versione più recente (o se si tratta di un dispositivo Samsung con in esecuzione 5.1 o più recente), si deve utilizzare il metodo “Systemless Root”.

È improbabile che il metodo Systemless Root diventerà mai compatibile per le versioni precedenti di Android, in quanto ciò richiederebbe una notevole quantità di lavoro per decine di dispositivi che non sono aggiornati ad una versione più recente di Android. Così, il punto di riferimento per questo nuovo metodo è Android Marshmallow e Android N. Spero che questo articolo ti abbia chiarito le idee sui nuovi strumenti per ottenere i permessi di root sui dispositivi Andorid. Se hai dei dubbi oppure hai bisogno di maggiori chiarimenti puoi scriverci utilizzando i commenti posti in fondo all’articolo.

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Simone Montalto - Webmaster e Editor

Ingegnere Informatico laureato presso il Politecnico di Milano. Appassionato di tecnologia e programmazione. Esperto e utilizzatore dei prodotti Apple ma anche di Android e Linux.

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