Chainfire ritira tutti i progetti sul modding Android

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Chi ci ha seguito in questi anni, conosce il lavoro di informazione e di guide che abbiamo fatto sul mod dei dispositivi Android. Permessi di root, installazione di custom rom, cambio di temi non ufficiali e chi possiede un dispositivo Android, questi termini sono diventati più che familiari. In quest’ultimo periodo ne stiamo parlando di meno, forse perchè è successo qualcosa di nuovo. Così come per il jailbreak sui dispositivi iOS, anche per il mod su Android l’interesse si è notevolmente affievolito. Non ce n’è più bisogno? Forse si. Gli ultimi dispositivi, di default consentono di personalizzare molto di più temi e funzioni senza dover necessariamente modificare il sistema operativo. Questo è più evidente in iOS, ma anche Android, nonostante il sistema open source, è andato di più incontro agli utenti, al punto di rendere obsoleto ogni metodo di installazione di custom rom non ufficiali.

Ce ne siamo accorti noi, ma se ne sono accorti anche chi negli anni d’oro del modding è stato un faro in questo settore. Parliamo di Chainfire, che ha sviluppato app e tool per Android e consentire agli utenti l’accesso alla root, favorendo le modifiche del dispositivo. Ora Chainfire ritira tutti i progetti sul modding, abbandonando il campo di battaglia dopo aver smesso di aggiornarle qualche mese fa.

In molti avevano profetizzato la morte del modding. Se questo risulterà vero, sarà una morte molto lenta. Anche se probabilmente non scomparirà mai definitivamente, ed in questo caso lo sviluppo potrebbe presto essere lasciato languire per favorire una morte naturale. Soprattutto quando alcuni dei principali sviluppatori della community Android prendono la strada del tramonto. Il più recente e forse il più importante è sicuramente il famoso Chainfire. Dopo aver smesso lo scorso anno di aggiornare le app per il mod, ora le sta definitivamente bloccando, ritirando tutti i progetti in atto. Ricordiamo che il suo lavoro su SuperSU da solo ha consentito l’accesso alla root a milioni di utenti Android in tutto il mondo. Sebbene molti utenti ultimamente siano passati al sistema Magisk, che permette di ottenere i permessi di root in maniera Systemless, cioè senza modificare la partizione /system dello smartphone Android. Se ancora non conosci questo metodo, ti consiglio di leggere la nostra guida.

Era una chiusura annunciata dopo che Chainfire aveva dato i primi segnali lo scorso ottobre. L’anno scorso aveva lasciato aperta la possibilità per un eventuale ritorno. Ora ha chiuso definitivamente quella porta, spiegando che, mentre l’anno scorso aveva dei piani per quelle applicazioni, ora non ha più il tempo per aggiornarle perchè impegnato in altri progetti. In altre parole, è praticamente svanita ogni possibilità che quelle app possano essere ancora utilizzate.

Chainfire ritira tutti i progetti sul modding

L’app più conosciuta di Chainfire è sicuramente SuperSU, che tra l’altro, consente di ottenere i permessi di root su Android. Con l’annuncio di Chainfire di qualche giorno fa, tutti i lavori di sviluppo sui progetti avviati saranno fermati, come FlashFire, Live Boot e altre app relative alla root e la motivazione è stata fornita nel post dell’annuncio di Chainfire. Oltre a queste, Chainfire possiede anche altre app che si interessano di mod, che puoi trovare su Google Play Store, su XDA e su altre fonti. Alcune di queste verranno aggiornate, altre potrebbero completamente sparire.

Non solo le app di mod, Chainfire sta anche ritirando le altre app, anche se alcune di queste non per sua scelta. Per esempio, 500 Firepaper diventerà inutile poiché 500px sta chiudendo la propria API a giugno.

Il problema che devono affrontare gli utenti che utilizzano ancora i tool di Chainfire è la continuità. Mentre queste app potrebbero ancora funzionare così come sono ora, senza ottenere ulteriori aggiornamenti, in futuro potranno risultare meno sicure. L’open source poteva essere la soluzione ideale per preservare queste app dall’estinzione, ma Chainfire è ancora incerto su questa linea d’azione. Con questa decisione, scompare un pezzo importante del modding su Android e Chainfire ha spiegato il motivo di questa scelta con una nota polemica su Google+. Chainfire non ha molto gradito la direzione intrapresa da Google su Android in quest’ultimo periodo, pertanto, questo sembra un addio definitivo, anche se lascia uno spiraglio con la possibilità di poter ritornare un giorno sulla scena.

Condividi.

Informazioni autore

Ingegnere Informatico laureato presso il Politecnico di Milano. Appassionato di tecnologia e programmazione. Esperto e utilizzatore dei prodotti Apple ma anche di Android e Linux.

Lascia un commento

avatar
  Iscriviti  
Avvisami