La gestione del tempo di utilizzo delle app in iOS 12

Qualche anno fa, decisi di provare un nuovo ristorante messicano, andammo a cena sul lungofiume. Il cameriere ci fece accomodare e ci consegnò uno strano menù cartaceo sul quale dovevamo mettere una “X” in corrispondenza del piatto prescelto.

Quando il cameriere tornò al nostro tavolo a prendere le ordinazioni ci trovò intenti a controllare e-mail, rispondere a messaggi, leggere notifiche. Ebbe l’ardire (e gliene sono grato) di dire: “Invece di usare il telefono, parlate tra di voi”. Ubbidimmo all’istante perchè ci sentimmo provocati! Da allora il telefonino rimase, salvo emergenze, ben custodito, lontano dagli occhi e dalle mani, quando ci concediamo una serata fuori casa.

Questo aneddoto, nemmeno tanto divertente, serve da spunto alla riflessione che la dipendenza da smartphone, altrimenti nota come dipendenza senza sostanza, che pochi anni fa magari era solo accennata, oggi è invece dilagante. Che si ammetta o meno, i fatti parlano chiaro: si fotografa o si fanno selfie di tutto quello che si fa, ciò che si mangia, aggiornare costantemente le bacheche dei vari social.

app in iOS 12

Foto, opinioni, storie, video di gattini o di bambini buffi. A volte viene meno anche la finalità e automaticamente si scorrono le notizie di Facebook senza neppure leggerle oppure si mettono cuori su Instagram a foto che appena si sono intraviste. Come se l’atto in sé di accedere al mondo virtuale fosse fine a se stesso e spesso dietro non c’è neanche l’interesse di conoscere o guardare qualcosa in particolare. Oppure fa capolino l’egocentrismo di vedersi approvata dagli altri la vita, anche privata, condividendo ogni lato del quotidiano.

Questo utilizzo maniacale dello smartphone e dei dispositivi affini per funzioni, può essere smascherato controllando il tempo che trascorriamo, più o meno consapevoli, al telefono, usando le varie applicazioni. Ecco, colti in fallo, chissà quanti di noi faranno caso a quante volte prende in mano il telefono.

Alla conferenza Apple del 4 Giugno, a San Jose, questo è stato uno dei temi centrali: la gestione del tempo e la difesa contro le interruzioni delle attività quotidiane che lo smartphone minaccia. iOS 12 offrirà strumenti per poter ricavare informazioni riguardo l’utilizzo delle varie applicazioni e di siti web, il numero delle notifiche ricevute, quante volte si prende in mano il dispositivo.

Gli strumenti in questione annoverano nuove funzioni in Screen Time, come App Limits e Activity Reports, e controlli aggiuntivi riguardo la ricezione delle notifiche e il miracoloso “Non Disturbare”.

Quest’ultimo, in particolare, risulta migliorato e ottimizzato: in orari e luoghi specificati dall’utente, attraverso il Centro di Controllo, le notifiche arriveranno e il Do Not Disturb si disattiverà, rimanendo invece attivo in tutti gli altri posti e nelle altre fasce orarie: ad esempio a scuola, durante le lezioni all’Università, al lavoro.

Il “Non disturbare quando sono a letto” appare provvidenziale nello scongiurare che il fascio di luce innescato dall’arrivo di una qualsiasi notifica durante la notte ci svegli e ci disturbi: la luminosità allora si riduce e le notifiche oscurate fino a quando, il mattino dopo, non si prende il telefono.

app in iOS 12 screen time

Tra queste, però, la funzione più accattivante è, secondo me, Screen Time che offre un report del tempo di utilizzo delle diverse applicazioni. In più permette di selezionare un limite di tempo giornaliero per l’uso di una specifica app in iOS 12, che ticchetta a ritroso fino ad esaurimento, tempestivamente notificato da una notifica cinque minuti prima. Scaduto il tempo non potrà più essere usata l’applicazione fino al termine della giornata.

Inoltre, possono essere impostate restrizioni nell’utilizzo di alcune App così che i genitori possano direttamente controllare da remoto i tempi e i modi con cui i minori usano i dispositivi, a patto che siano nella rete “Famiglia”.

Insomma, se autocontrollarsi è difficile, iOS 12 ci viene incontro, offrendoci la possibilità di migliorare la qualità del nostro tempo e evitare distrazioni durante attività che richiederebbero più concentrazione. Oppure, semplicemente, ci dà il “La” per staccare la spina ogni tanto e capire che si può sopravvivere anche senza controllare ogni due minuti se c’è una notifica su Facebook.

Con il nuovo sistema macOS 10.14 Mojave, le app sono obbligate ad ottenere il consenso all’accesso alle diverse funzioni del dispositivo, dalla fotocamera al microfono. In questo articolo abbiamo parlato dell’attenzione alla privacy di Apple per tutelare gli utenti.

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Informazioni autore

Ingegnere Informatico laureato presso il Politecnico di Milano. Appassionato di tecnologia e programmazione. Esperto e utilizzatore dei prodotti Apple ma anche di Android e Linux.

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