La tassa sui telefonini sta per essere cancellata

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La tassa di concessione governativa sugli abbonamenti della telefonia mobile, una delle tasse più odiose stà per essere cancellata. Che senso di fastidio si avverte quando bisogna pagare ogni mese 5,16€. per il privato e 12,91€. per il business. La tassa è in vigore dal lontano 1972, agli albori della telefonia mobile, quando il possesso di un cellulare era considerato un lusso per chi lo possedeva. Finalmente un passo in avanti verso la cancellazione è stato fatto l’altro giorno in Parlamento, quando il Governo è stato battuto proprio su questo punto all’Ordine del Giorno. L’esecutivo, nel riproporre il rinnovo della tassa di concessione governativa, un emendamento presentato dalla Lega e votato anche da parte della maggioranza ha portato l’aula ad approvare l’emendamento con 143 voti favorevoli, 118 contrari e 10 astenuti. Questo non significa che da domani questa tassa non si pagherà più, ma è l’inizio di un percorso parlamentare che porterà all’eliminazione dell’anacronistica tassa, che per anni è stata al centro di discussioni sulla sua possibile incostituzioalità.

Mentre qualche anno fa quella sui cellulari era una imposta di lusso, oggi i telefonini sono uno strumento di lavoro e un bene di largo consumo. Questa è l’affermazione fatta da Jonny Crosio, senatore della Lega, dopo la votazione in aula.

Per l’approvazione della legge, il testo dovrà tornare in commissione per essere modificato e successivamente approvato sia in Senato che alla Camera dei Deputati per diventare infine legge dello Stato. Si prevede che entro fine anno l’iter sia concluso e la tassa cancellata.

 

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